Alfonso Savini e Ippolito Nievo: un amore idealizzato e la pedagogia amorosa nel Settecento
Nell’immaginario dell’Ottocento italiano, il Settecento occupa una posizione ambivalente. Da un lato è il secolo della ragione e dell’Illuminismo, dall’altro si presenta come una grande stagione di trasformazione del mondo emotivo, in cui il sentimento e l’amore conquistano un nuovo valore sociale. Dunque, non sorprende che gli artisti e gli scrittori dell’Ottocento guardassero con frequenza quel periodo, reinterpretandolo secondo le proprie esigenze espressive.
Questo articolo si propone di esplorare due declinazione di tale ripresa, da un lato la pittura di genere di Alfonso Savini (1838 -1908), specializzatosi in scene galanti in costume settecentesco. Dall’altro il romanzo di Ippolito Nievo (1831 – 1861), Le Confessioni d’un Italiano, ambientato a cavallo tra Settecento e Ottocento ma percorso da una coscienza romantica e risorgimentale. Entrambi gli artisti rappresentano scene amorose che evocano l’universo sentimentale del secolo precedente, ma lo fanno con finalità profondamente diverse. Savini trasforma il passato in una cornice elegante e rassicurante. Nievo lo utilizza invece per interrogare la natura dell’amore, i vincoli sociali e la formazione dell’individuo in un’epoca di profonde trasformazioni storiche.

In un recente articolo pubblicato su La Rivista del Museo (https://mobologna.it/alfonso-savini-e-larte-di-far-innamorare/), si è già approfondita la figura di Alfonso Savini (1838 -1908), pittore felsineo noto principalmente come esponente della pittura di genere. Savini lavorò per decenni a un vero e proprio ciclo di scene in questo stile, alcuni esempi sono il Laccio amoroso, Scena galante e Esterno con dama e cavaliere. All’interno di questa serie di quadri, cavaliere e dama vengono rappresentati mentre passano del tempo insieme, a volte si intrattengono con della musica, a volte lei ricama, conversano fra di loro, e qualche volta addirittura alla coppia sfugge pure un bacio. Insieme, si perdono in sguardi ed emozioni.

Si potrebbe definire questo repertorio un teatro dell’intimità, in quanto ogni dipinto presenta una situazione o linguaggi riconoscibili, quasi una piccola scena teatrale, in cui l’amore è filtrato dall’eleganza dei gesti e dalla piacevolezza dell’ambiente. Questi linguaggi riconoscibili sono quelli tipici della galanteria settecentesca come sguardi, incontri, musica, spazi intimi, finestre e giardini. Tuttavia, la funzione di questi elementi non è narrativa bensì estetica. In questo senso, il quadro ferma un istante piacevole e lo offre allo spettatore come esperienza visiva ed emotiva. Ciononostante, è importante evitare di ridurre Savini a un pittore semplicemente evasivo in quanto il suo ricorso al Settecento può essere letto come una risposta al bisogno ottocentesco di bellezza, ordine e continuità. Di fronte a un mondo che cambia rapidamente, la scena galante offre allo spettatore un’immagine rassicurante e facilmente condivisibile, adatta anche alla fruizione borghese. L’interesse per il secolo dei Lumi coinvolse infatti l’intera borghesia dopo l’Unità d’Italia e il pennello di Savini si specializzò proprio in questo genere.

Se in Savini il Settecento diventa soprattutto un codice visivo, nella letteratura di Ippolito Nievo (1831 – 1861) esso si trasforma in uno spazio narrativo attraversato dalla storia. Le Confessioni d’un italiano, scritto tra il 1857 e 1858 ma pubblicato postumo nel 1867, è il capolavoro dello scrittore e patriota friulano. Il volume appartiene al genere del romanzo storico e utilizza memorie familiari, ricordi personali e opere storiche per ricostruire un’epoca di trasformazioni. Sebbene la storia sia popolata da diversi protagonisti e attraversato da innumerevoli vicende, è bene considerare che il collegamento più suggestivo con la pittura di Alfonso Savini (1838 -1908) riguarda la vicenda che coinvolge Clara e Lucilio. La vicenda risulta significativa perché prende piede proprio nei primissimi capitoli del romanzo, quando questo ancora è ambientato durante la fine del Settecento, ovvero lo stesso orizzonte storico evocato da Savini. L’amore di questi due giovani è rappresentato come delicato, idealizzato e ostacolato dalle convenzioni sociali e religiose. In particolare, l’attesa e la comunicazione fra gli innamorati può evocare quelle stesse situazioni raffigurate da Savini, laddove si ritrova un uomo che si avvicina alla stanza della donna amata e una giovane colta nel momento privato dell’attesa. Ad esempio, nel quinto capitolo del romanzo, in riferimento a Clara e Lucilio si riporta:
“Gli sguardi, i colloqui, le arti pazienti raffinate di Lucilio avevano preparato nell’anima di lei un posto sicuro a quell’ardente dichiarazione. E sentirsi ripetere dalla sua bocca quello che il cuore aspettava senza saperlo, fu piucché altro il risvegliarsi subitaneo d’una gioia timida e latente[…]. La volontà di Lucilio e l’abnegazione di Clara corrispondevano insieme, come quegli astri gemelli che s’avvicendano eternamente l’uno intorno all’altro negli spazi del cielo.”
Inoltre, non è da sottovalutare il significato di quei loci amoeni come giardini, campagne e spazi naturali, che spesso sono rappresentati come luoghi dove l’amore sboccia più velocemente. Scene di incontri, sguardi, conversazioni e baci, come quelle tra Clara e Lucilio, dove sentimento e tensione storica si intrecciano. Il paesaggio non è semplicemente uno sfondo pittoresco, ma partecipa alla dinamica narrativa e sentimentale.
Tuttavia, la somiglianza si ferma al livello dei codici sentimentali. Questo perché in Nievo l’amore non rimane un’immagine sospesa ma è sottoposto, come già detto, alle convenzioni sociali e religiose, ai divieti, ai rapporti di potere e agli eventi storici. Mentre Savini fissa un momento galante e rassicurante, Nievo mostra come i sentimenti dei suoi personaggi siano continuamente messi alla prova. Le diverse relazioni presenti nel romanzo possono essere interpretate come elementi di una sorta di pedagogia amorosa. Nievo mette in scena diverse coppie per riflettere su come si ama, su come si sbaglia, su come si impara. Le relazioni diventano così funzionali a una riflessione sui sentimenti. Di fatto, la coppia di amanti non si unirà mai in connubio, non solo a causa della differenza sociale e l’opposizione familiare di lei, ma soprattutto a causa della vocazione religiosa di Clara. La loro non è una semplice storia di un amore frustrato dalle convenzioni, ma Nievo la costruisce come una tragedia di due giovani idealisti. Lucilio proietta i suoi ideali politici nel futuro, mentre Clara li trasferisce in una dimensione religiosa e celeste; per questo il loro amore resta “ideale” e non può diventare un matrimonio.
Entrambi gli artisti scelgono di rappresentare scene tra amanti e questa scelta tematica non è casuale, ma sintomo del periodo storico e culturale in cui operano. Da un lato emerge il gusto borghese per un amore idealizzato, in una cornice settecentesca. Dall’altro si manifesta la crisi del modello romantico e la ricerca di una nuova idea di sentimento in un’Italia in trasformazione politica e sociale. Ciononostante, ricordiamo che le finalità sono profondamente diverse. Se da un lato Savini mette in scena un Settecento da salotto, Nievo preferisce ambientare le sue vicende amorose in un’epoca di passaggio storico, inserendo una consapevolezza romantica e risorgimentale.

Quadri come Scena galante e le scene d’amore all’interno de Le Confessioni d’un italiano, sono entrambe figlie del proprio secolo, ma rispondo a bisogni culturali diversi. Da un lato, il desiderio di una bellezza ordinata, elegante e consumabile nello spazio del salotto; dall’altro, la necessità di dare un significato all’esperienza individuale in un’epoca di rivoluzioni, trasformazioni sociali e formazione delle identità nazionali. L’amore può così diventare, nello stesso secolo, oggetto di piacere estetico e strumento di riflessione etica e politica.
Bibliografia:
- Dinastia Savini, Giacomo (1768-1842), Alfonso (1838- 1908), Alfredo (1868-1924), catalogo della mostra, Francesca Sinigaglia & Ilaria Chia (a cura di), Bologna, Museo Ottocento Bologna, 2024.
- Ippolito Nievo: Le “Confessioni d’un italiano” e altro. Di Benedetto, Arnaldo. Annali Della Scuola Normale Superiore Di Pisa. Classe Di Lettere e Filosofia 5, no. 1, 1975, pp.197–239.
- La Maison Goupil. Il successo italiano a Parigi negli anni dell’Impressionismo. Catalogo della mostra (Rovigo, 22 febbraio-23 giugno 2013). Ediz. Illustrata, Silvana, 2013.
- Le Confessioni di un italiano. Ippolito Nievo. Edizione di riferimento: Einaudi, 1964, pp. 200-255.
- The Origins of the Maison Goupil in the Age of Romanticism. DeCourcy, and McIntosh.. The British Art Journal 5, no. 1, 2004, pp. 64–76.
Camilla Spagnolo:
A seguito della laurea magistrale in Lingue e Letterature Straniere, attualmente sta conseguendo il Master in Educazione al Patrimonio e Innovazione Digitale presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.