ALFONSO SAVINI E L'ARTE DI FAR INNAMORARE
A partire dall’ottavo decennio del XIX secolo, Alfonso Savini comincia a interessarsi allo sfarzo del Settecento, inserendosi così nel periodo cosiddetto Goupil. A partire dalla metà dell’Ottocento si diffuse un vero e proprio gusto collezionistico borghese legato alla casa d’arte parigina Maison Goupil & Cie che commissionava e distribuiva le opere.
In questo contributo si analizzerà la propensione dell’artista nel rappresentare l’amore idealizzato del XVIII secolo: nelle sue opere, infatti, non vi è solo la mera riproduzione di abiti e arredi, ma la precisa volontà di narrare una storia d’amore settecentesca attraverso sguardi, corteggiamenti e tensioni emotive percepibili al primo sguardo.
Attualmente esposta nella collezione permanente del Museo Ottocento Bologna, La serenata è un piccolo gioiello che testimonia la maestria di Savini nell’uso della luce e del colore, raffigurando l’amore sotto forma di musica.

Il dipinto racconta l’incontro tra due amanti: la donna trascura momentaneamente le proprie occupazioni per avvicinarsi alla finestra, da cui è verosimilmente entrato il giovane corteggiatore, e ascoltare la serenata dell’amato. L’ambiente circostante è curato nei minimi dettagli e impreziosito da giochi di luce che rendono l’atmosfera intima e suggestiva. Ne sono un esempio la resa del riflesso della luce esterna sul vetro, i rilievi dei tendaggi e la raffinata collana di perle indossata dalla donna. L’intero contesto richiama il lusso e la bellezza, esaltando la dolcezza del corteggiamento e il sentimento dei due giovani, espresso nella devozione dell’uomo e nell’ascolto partecipe della donna.

Un altro esempio significativo è l’opera intitolata Tentazioni, appartenente a una collezione privata. Savini vi raffigura la scena antecedente a La serenata, proponendo la medesima coppia di amanti, come suggerito dalle somiglianze nei tratti del volto, nei dettagli sartoriali, nella presenza del mandolino sullo sfondo e nella coerenza dell’ambientazione. La donna è intenta a filare con l’arcolaio mentre l’uomo, alle sue spalle, le sussurra parole d’amore prima di dedicarle un canto. In questo caso, l’intesa tra i due si manifesta nell’approccio dell’uomo e nel sorriso della donna, chiaramente lusingata dalle sue attenzioni.
L’ultima opera presa in esame è Gli innamorati, anch’essa conservata in una collezione privata. I protagonisti, ritratti in abiti sontuosi, vivono un momento di silenziosa e intima complicità. Il gesto dell’uomo che stringe teneramente la mano della donna cattura l’attenzione dello spettatore, diventando il fulcro compositivo della scena e donando perfetta armonia alla relazione. Il dipinto appare come una trasposizione su tela dell’amore puro idealizzato dall’artista. L’ambientazione, differente rispetto ai due quadri precedenti, crea una sorta di sospensione dal mondo esterno, trasformando lo spazio in un vero e proprio nido d’amore. Qui la serena beatitudine dei giovani incarna appieno l’ideale settecentesco di un’unione fondata sulla vicinanza spirituale.

Savini si serve dunque dell’arte per rievocare un’epoca d’elezione, restituendo un’idea di sentimento pura ed elegante, in cui l’intimità si misura nella delicatezza di un gesto, di uno sguardo o di un contatto appena accennato.
Ilaria Ciampone
Laureata in Beni Culturali presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, campus di Ravenna, detentrice di un Master in Leadership per le relazioni internazionali e il Made in Italy, laureanda in Beni archeologici, artistici e del paesaggio: storia, tutela e valorizzazione presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, campus di Ravenna.
BIBLIOGRAFIA:
- Dinastia Savini, Giacomo (1768-1842), Alfonso (1838- 1908), Alfredo (1868-1924), catalogo della mostra, Francesca Sinigaglia & Ilaria Chia (a cura di), Bologna, Museo Ottocento Bologna, 2024.
- Il Primo album fotografico Belluzzi e i pittori bolognesi della Seconda metà del secolo XIX, in Bollettino del Museo civico del Risorgimento, Isabella Stancari, Bologna, anni LXIII – LXVI (2018-2020), 2022.