Cosa significa trovarsi "sulla soglia"? E' un gesto semplice, ma anche un momento carico di significati.

Sulla soglia: l’intimità silenziosa di Augusto Majani

Cosa significa trovarsi “sulla soglia”? È un gesto semplice — entrare o uscire di casa — ma anche un momento carico di significati. È uno spazio di passaggio, un confine sottile tra l’intimità e il mondo esterno. È proprio questo istante sospeso che Augusto Majani racconta nel dipinto Sulla soglia, oggi conservato presso il Museo Ottocento di Bologna.

Augusto Majani, Sulla Soglia, 1922, olio su cartone, cm 48 x 45

Firmato in b. a d.: A.Majani 1922

Bibl.: Cat. Mostra Commemorativa del pittore Augusto Majani, Catalogo delle opere, Bologna 1960; Altara E., cat. Augusto Majani, Galleria d’Arte L’Ariete, Bologna 1976. 

Esp.: 1960 Bologna, Circolo Artistico; 1976 Bologna, Galleria d’Arte L’Ariete. 

Majani occupa un posto particolare nel panorama artistico bolognese tra Otto e Novecento. Nato a Budrio nel 1867 e morto a Bologna nel 1959, fu pittore, docente dell’Accademia di Belle Arti, illustratore, giornalista e caricaturista. Con lo pseudonimo “Nasica” divenne celebre per le sue vignette satiriche, che documentano con ironia la vita politica e sociale bolognese dalla fine del XIX secolo fino alla Seconda guerra mondiale. Quelle immagini, diffuse e popolari, hanno contribuito a costruire la memoria visiva di un’epoca. Accanto al Nasica brillante e rapido disegnatore, esiste però un altro Majani: il pittore lento, meditativo, attento alle atmosfere e ai silenzi. Se la caricatura coglie l’immediatezza del presente, la pittura cerca invece profondità e introspezione. È in questa dimensione più raccolta che si colloca Sulla soglia.

Majani matura artisticamente negli anni del Fin de Siècle, quel periodo di trasformazioni che in Europa prende il nome di Belle Époque. Dopo la formazione a Bologna, nel 1889 si trasferisce a Roma, dove entra in contatto con ambienti artistici innovativi e con la società “In arte libertas”, guidata da Nino Costa (1886-1945). L’esperienza romana segna profondamente la sua sensibilità, orientandolo verso un’attenzione particolare per il paesaggio, la luce e il valore simbolico delle immagini. Rientrato a Bologna a metà degli anni Novanta dell’Ottocento, Majani partecipa a importanti esposizioni nazionali e internazionali, confrontandosi con tematiche simboliste e sociali. La sua pittura attraversa linguaggi diversi, Augusto Majani si colloca in una posizione laterale ma non del tutto estranea rispetto al cosiddetto secondo Divisionismo, quella fase del movimento che, nei primi anni del Novecento, attenuò in parte il rigore scientifico della scomposizione cromatica per aprirsi a esiti più espressivi, narrativi e talvolta simbolici. Se il primo Divisionismo – rappresentato da figure come Giovanni Segantini (1858-1899) e Giuseppe Pellizza da Volpedo (1868-1907) – era fortemente legato a una ricerca luministica e a una tensione ideale, la generazione successiva rese il linguaggio divisionista più libero e meno rigidamente tecnico. In questo clima, Majani mostra alcuni punti di contatto indiretti: non tanto nell’adozione della tecnica divisionista, quanto nell’attenzione ai temi sociali e alla rappresentazione della realtà contemporanea. Anche lui, seppur attraverso la caricatura, l’illustrazione e una pittura narrativa, partecipa a quella sensibilità moderna che guarda alla società, ai conflitti politici e alla vita quotidiana come materia centrale dell’arte.

La sua opera testimonia come, all’inizio del Novecento, le istanze di rinnovamento non si esprimessero solo attraverso la sperimentazione tecnica, ma anche tramite nuove forme di racconto visivo capaci di parlare a un pubblico più ampio senza mai fissarsi in uno stile unico: è un percorso di continua ricerca, fatto di ripensamenti e rinnovamenti.   

In questo cammino si inserisce Sulla soglia, opera realizzata a olio su cartone, di dimensioni contenute e dal carattere intimo. La scelta del supporto suggerisce un’esecuzione più immediata rispetto alla tela Casa mia, conservata presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna, con la quale condivide il tema dell’ambiente domestico. Tuttavia, Sulla soglia non è semplicemente uno studio preparatorio: possiede una propria autonomia espressiva. Il fulcro del dipinto è il passaggio tra interno ed esterno. La soglia diventa un simbolo: non solo elemento architettonico, ma luogo mentale. È il punto dell’attesa, della decisione, del cambiamento. L’ambiente domestico è colto in un momento silenzioso, quasi sospeso, e l’osservatore è invitato a soffermarsi su quell’istante fragile. In un’epoca segnata da trasformazioni economiche e sociali profonde, la casa assume un valore particolare: diventa rifugio, spazio di identità, luogo di protezione ma anche di consapevolezza. Nel confronto con Casa mia, che racconta la dimensione domestica in modo più ampio e narrativo, Sulla soglia concentra l’attenzione su un momento preciso: quello del confine. Non descrive l’abitare, ma il passaggio. È proprio in questa capacità di trasformare un gesto quotidiano in un’immagine universale che si riconosce la sensibilità di Majani. Dietro l’ironia del caricaturista emerge un artista capace di silenzio e introspezione, attento ai piccoli frammenti di vita. L’opera presenta uno stile realistico e narrativo, caratterizzato da una composizione equilibrata e da una forte attenzione ai rapporti di luce tra interno ed esterno. La pennellata è controllata e compatta, con contorni ben definiti e una costruzione solida delle forme. La luce non è scomposta in chiave divisionista, ma modulata attraverso delicati passaggi tonali che conferiscono profondità e intimità alla scena. 

Augusto Majani, Casa mia, 1921, olio su tela, cm 96,5 x 91

Firmato e datato in b. as.: A.Majani 1921

Bologna, Pinacoteca Nazionale

Bibl.: XIII Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, Venezia 1922, pp. 36, 55; cat. Esposizione provinciale di Belle Arti “Francesco Francia”, Bologna 1922, p. 15; Cinti I., op. cit., p. 17 ill.; Boriani A. e Cinti I. op. cit., p. 82; Comanducci A. M., Dizionario illustrato dei Pittori, Disegnatori e Incisori Italiani Moderni e Contemporanei, Milano 1972, Vol. III, p. 1814; Solmi F., op. cit., p.115 (ill.); Contini E., op. cit., pp. 288, 346 (ill. SP 252); Servetti Donati F., op. cit., p. 571. 

Esp.: 1922 Venezia, XIII Esposizione Internazionale d’Arte; 1922 Bologna, mostra “Francesco Francia”; 1977 Bologna, Galleria d’Arte Moderna. 

La tela fu esposta insieme ad altri due dipinti – I miei vecchi e La casa dei saltimbanchi – nella sala italiana della XIII Biennale di Venezia del 1922, ove l’artista presentò anche due saggi di illustrazioni dantesche, che trovarono posto nella sala dedicata alla grafica. 

L’opera – che figura nel catalogo della Biennale con il titolo Casa mia – venne consegnata dall’artista alla Pinacoteca nel 1923. 

Il dipinto raffigura la giovane figlia di Majani sulla soglia di casa, avvolta da uno stupendo gioco di luci e di ombre, generate dal sole autunnale che filtra attraverso l’intreccio dei rami degli alberi, ormai privi di foglie. L’artista coglie un momento magico della sua vita domestica, si sofferma ad analizzare l’arabesco creato dal ramificarsi delle ombre sulle pareti e sulla figura, sfumando nella penombra l’interno della stanza. Gli accordi cromatici sono attentamente dosati in ogni parte della superficie dipinta. 

Questa tela conclude una lunga fase della ricerca pittorica di Majani e al tempo stesso ne apre una nuova, quella dedicata agli affetti, agli ambienti comuni e quotidiani che, dagli anni venti in poi, diventeranno i soggetti prediletti delle sue opere. 

Sulla soglia ci parla ancora oggi perché tutti, almeno una volta, ci siamo trovati in quel punto intermedio tra il dentro e il fuori, tra la sicurezza e l’ignoto. Majani ferma sulla tela quell’attimo sospeso, invitandoci a sostare e a riflettere sul significato stesso del “varcare” una soglia — reale o interiore.

 

– Testo a cura di Barducci Elisa, laureanda al corso triennale di Beni Culturali presso l’Università di Bologna. 

Bibliografia 

  • Franco Cosimo Panini, Augusto Majani. Nasica, Modena 2002.
  • Francesca Sinigaglia, Augusto Majani (1867-1959). La potenza dell’idea, Ed. Persiani, Bologna 2021.