Cosa succede dietro le quinte di un museo?

 

Il 31 marzo 2026, al Museo Ottocento Bologna, si è ufficialmente conclusa la mostra temporanea dedicata a Lea Colliva (1901–1975), artista bolognese del Novecento, che il museo ha avuto l’opportunità di esporre e valorizzare a partire dal mese di novembre 2025. Nello spazio precedentemente riservato alla pittrice è stata quindi riallestita la mostra permanente, arricchita da nuove opere tutte da scoprire.

Nei giorni 1 e 2 aprile, il Museo Ottocento Bologna è rimasto chiuso al pubblico per consentire il disallestimento della mostra temporanea e il riallestimento della sezione mancante della collezione permanente. Dopo che le opere di Colliva sono state imballate e trasferite presso la Fondazione Bertocchi – Colliva di Monzuno, ha preso avvio il lavoro vero e proprio.

I tirocinanti dell’Università di Bologna, insieme alla direttrice del museo Francesca Sinigaglia e alla coordinatrice Maria Romeo, oltre a condividere due giornate di confronto e socializzazione, hanno avuto l’opportunità di comprendere da vicino tutte le fasi che conducono dall’organizzazione all’allestimento concreto di una mostra, immergendosi sia dal punto di vista teorico sia pratico nel funzionamento del sistema museale.

 

 

Il Progetto Espositivo.

In una prima fase, è stata definita la configurazione spaziale, con l’obiettivo di valorizzare le opere e strutturare un percorso espositivo coerente. Nel nostro caso, si è scelto un ordinamento cronologico: dalla pittura di storia della metà dell’Ottocento si passa alla pittura del “vero”, si prosegue con l’Orientalismo di Fabbi, il Simbolismo di De Maria, per poi concludere con il Secessionismo italiano e la ritrattistica di metà Novecento.

Parallelamente al trasporto delle opere e alla definizione del loro posizionamento, ci è stata illustrata anche la componente amministrativa relativa alle richieste di prestito.

 

Prima Fase Di Allestimento.

Completata la parte di progettazione e stabilita la collocazione di ciascun dipinto, con il supporto di Marco e Luca, due allestitori professionisti, si è passati alla prima fase di allestimento. Sono stati seguiti criteri e norme di calcolo precise e coerenti, come, ad esempio, il posizionamento di quadri a 150cm partendo dal basso in modo tale che il dipinto corrisponda allo sguardo del visitatore, in maniera tale da ottenere un allestimento ottimale.

Tra le varie indicazioni, come “un po’ più a destra, no spostalo leggermente a sinistra, mettilo più in alto” all’insegna del divertissement, e dopo ore di lavoro, ogni sala del museo ha progressivamente preso forma.

 

 

Seconda Fase Di Allestimento.

Completato il posizionamento dei quadri, si è passati all’installazione dei pannelli esplicativi e all’applicazione delle didascalie puntuali dei dipinti, elementi fondamentali per accompagnare il visitatore nella lettura delle opere e del percorso espositivo. Inoltre, sono stati stampati i forex in sostituzione dei quadri “L’alunna” e “Il meriggio di un fauno (Sinfonia bionda)” di Mario de Maria attualmente in esposizione, fino al 28 giugno 2026, alla mostra “Il Simbolismo in Italia” presso la Fondazione Magnani – Rocca di Parma.

 

 

Allestimento Luci.

Conclusa anche questa fase, si è arrivati all’ultimo passaggio dell’allestimento: il posizionamento delle luci. L’illuminazione riveste un ruolo essenziale: una luce ben calibrata è in grado di valorizzare ogni opera e rendere l’esperienza del visitatore più coinvolgente e immersiva.

 

 

Conclusioni.

L’esperienza di allestimento della collezione permanente del Museo Ottocento Bologna ha rappresentato un momento di crescita formativa e professionale che ha permesso di avvicinarsi alle dinamiche di gestione museale. Ogni fase dell’allestimento ha richiesto attenzione e collaborazione, cura nei dettagli e sguardo critico.

Il risultato finale è così uno spazio espositivo in cui le opere dialogano tra loro secondo un percorso cronologico che guida il visitatore attraverso i pittori e le correnti artistiche del panorama bolognese dall’Ottocento al Novecento, creando un legame tra museo, opere e pubblico.

 

 

Carla Loretucci

Laureanda della facoltà di Scienze della Comunicazione presso l’Alma Mater Studiorum – Università Bologna. Interessata alle dinamiche di valorizzazione del sistema artistico – culturale e alla gestione museale.