Lea Colliva (1901-1975) e Mirta Carroli (classe 1949), due grandi artiste del territorio emiliano romagnolo, pur essendo separate da generazioni, linguaggi e tecniche diverse, dimostrano molti punti in comune.

 

MIRTA CARROLI

L’operato artistico di Mirta Carroli, grandissima scultrice di Brisighella (RA), ha inizio nel 1997 con Il tempio delle voci, un’opera di tipo minimalista.

Da quel momento in poi, la sua scultura cercherà ispirazione nel passato, tendendo alla primarietà e alle origini della pratica scultorea.

Carroli predilige materiali particolari, come il ferro e l’acciaio corten, che vengono lavorati attraverso il taglio al plasma, consentendole così di disegnare a mano libera direttamente sui materiali.

L’acciaio corten, molto utilizzato in architettura, deriva dal nome di una lega contenente cromo e si distingue per la sua grande resistenza alla corrosione, caratteristica che lo rende un materiale che non necessita di grande manutenzione.

Dopo il taglio al plasma, attraverso una piegatrice, Carroli realizza delle pieghe che poi successivamente verranno assemblate tramite la tecnica della saldatura.

Nelle sue sculture composte da materiali pesanti come i metalli, l’artista ricerca comunque eleganza e leggerezza, al contrario invece della scultura minimalista che utilizzava questi materiali per costruire forme geometriche pesanti e modulari. 

Carroli lavora la materia indagando il rapporto tra pieno e vuoto e le ombre, come possiamo vedere in una delle sue sculture di piccole dimensioni Lo stupore delle lucciole.

 

Mirta Carroli, Lo stupore delle lucciole, 2017

 

Quest’opera affronta un tema molto importante per l’artista, il ricordo.

Carroli rievoca infatti la sua casa in campagna, dove la notte era rischiarata dalle innumerevoli luci delle lucciole presenti.

Crea così quest’opera che riflette sulla parete un’ombra, la quale evoca l’idea delle lucciole che illuminano la notte, creando così una dimensione di vuoto, pieno e di ombra.

 

 

Ma cosa accomuna queste due grandi artiste?

Lea Colliva, artista bolognese del ventesimo secolo, disegna e dipinge numerosi ritratti, autoritratti e paesaggi, proprio per questo una delle cose che più accomuna le due artiste è il disegno.

In Mirta Carroli possiamo vedere come il disegno preparatorio sia una pratica molto amata, descritta come “la più grande tentazione dell’intelletto”: il disegno quindi è idea, è movimento e gesto.

Lo stesso vale per Lea Colliva, improntata a differenza di Mirta Carroli, verso la pittura.

Nei disegni di Lea Colliva, possiamo notare molti elementi che rimandano alla scultura di Mirta Carroli, come il disegno preparatorio, il pieno e il vuoto, come anche il forte senso di volume. 

Un’altra peculiarità che le accomuna è sicuramente la valorizzazione del proprio territorio attraverso il recupero della dimensione della memoria.

Inoltre entrambe cercano un contatto con la propria interiorità: la prima attraverso il linguaggio del colore e della luce, la seconda mediante la materia e il volume.

 

La cosa più eclatante è tuttavia la volontà, da parte di Mirta Carroli, di voler ricordare la grandissima artista Lea Colliva, dedicandole così una scultura di dimensioni monumentali, di circa quattro metri.

L’opera trasforma il disegno in scultura, dando forma concreta alla memoria dell’artista.

Durante la Art City White Night, il Museo Ottocento Bologna ha esposto, insieme all’artista, i bozzetti ritraenti la scultura di dimensioni monumentali, che verrà poi posta nella Rotonda Lea Colliva, dedicata all’artista e inaugurata nel 2023 dal Comune di Bologna.

Mirta Carroli, bozzetti, 2026, 30×21 cm

 

 

 

Miriam Sferco

Laureanda in Discipline delle arti, musica e spettacolo all’Università di Bologna, appassionata di arte in tutte le sue forme, perlopiù di arte contemporanea.

 

Bibliografia:

  1. P. Fameli, M. L. Vezzali, E. Crispolti, G. Bonomi, P. Bellasi, R. Barilli, Mirta Carroli, Scultura, Magonza editore srl, Arezzo, 2022.
  2. F. Sinigaglia, B. Buscaroli (a cura di), Ineffabile Lea. Lea Colliva (1901-1975) a 50 anni dalla morte, catalogo della mostra (Bologna, Museo Ottocento Bologna, 31 ottobre 2025 – 16 marzo 2026), Bologna, 2025.

 

Sitografia:

https://www.culturabologna.it/events/lea-colliva-vs-mirta-carroli

video della conferenza del 19 febbraio: https://www.youtube.com/watch?v=Ab3ssVcAkwE