Augusto Sezanne: tra la laguna, la Biennale e l'oro di San Marco
Augusto Sezanne è l’artista che è riuscito a unire l’anima antica di Venezia e la modernità del Novecento, in un punto d’incontro in cui la pietra bizantina si fa luce e colore puro. Il momento è il 1912, quando presenta alla X Biennale un’opera monumentale: La Basilica d’Oro. Una vera e propria biografia spirituale e glorificazione dei monumenti della Serenissima, un ciclo di diciotto tele allestito in un’intera sala personale della Biennale, progettata dall’artista stesso. Sezanne non vuole realizzare una semplice descrizione; infatti il suo è un lavoro faticoso: per realizzare il ciclo riceve un permesso speciale e passa giorni interi arrampicato sulle impalcature dei matronei, studiando la luce delle candele sui mosaici. Proprio per rendere la brillantezza dei mosaici, adotta una stesura pittorica ricca e corposa, capace di far reagire la superficie del dipinto alla luce e unendo l’accuratezza architettonica a una profonda carica simbolista.
Questo ciclo rappresenta una tappa fondamentale per comprendere la complessa personalità artistica di Augusto Sezanne, poiché racchiude in sé gli elementi cardine della sua intera poetica. Nelle diciotto tele, l’artista riesce a far convivere il rigore dell’architettura con la sensibilità del Simbolismo pittorico, uno strumento indispensabile per restituire la profonda sacralità della Basilica e rievocare le sue antiche radici orientali. Bisogna ricordare che Sezanne non fu un semplice pittore. La sua formazione e la sua attività di architetto e decoratore lo portano a sviluppare un linguaggio visivo unico, capace di fondere la ricerca simbolista con un raffinato gusto floreale, contribuendo in modo determinante alla nascita e alla definizione dello stile Liberty in Italia.
È proprio da questa sua duplice anima, di pittore e di architetto, che nasce la struttura narrativa dell’intero ciclo. Sezanne decide volutamente di far iniziare il suo racconto visivo dall’esterno dell’edificio, per permettere allo spettatore di ripercorrere non solo lo spazio, ma anche la storia della Basilica. Attraverso dettagli densi di significato emotivo, l’artista evoca la drammatica tragedia del 1902, quando il campanile di San Marco crollò improvvisamente su se stesso. Nella sua opera, la statua dorata dell’arcangelo Gabriele, rovinata a terra tra le macerie, cessa di essere un semplice elemento decorativo e diventa la personificazione stessa del dolore e dello smarrimento del popolo veneziano. Tuttavia, al senso di perdita, si contrappone subito una forte idea di rinascita, affidata a suggestive ambientazioni notturne. Un esempio è rappresentato dal dipinto Il Faro della Laguna [fig.1], oggi conservato al Museo Ottocento Bologna: qui emerge tutta la potenza del simbolismo di Sezanne, che trasforma il ricostruito campanile di San Marco in un faro rassicurante, una vera e propria guida di speranza per i pescatori che rientrano dalla laguna.

L’attenzione architettonica non la troviamo solo nella rappresentazione dell’esterno dell’edificio, ma anche all’interno, dove la pittura si fa più intima, concentrandosi sulla vita concreta che anima la basilica. Sezanne raffigura le persone che rendono viva la basilica, come i mosaicisti al lavoro sulle pareti, le suonatrici dell’organo e i canonici nel coro. Un esempio è l’opera La Settimana della Passione [fig.2], dove vengono raffigurate delle donne affacciate alla loggia superiore intente a pregare durante la Settimana Santa. L’artista vuole privilegiare l’effetto d’insieme, trasmettendo il senso di partecipazione collettiva al rito religioso. In questo ciclo, Sezanne sembra voler farci entrare proprio nell’anima della Basilica, andando ad osservare e vivere ogni singolo dettaglio dell’esterno e dell’interno, comprese le persone che la animano e che vivono Venezia.

Questo legame con la laguna è il risultato di una profonda metamorfosi artistica. Sezanne nasce a Firenze, ma si forma artisticamente a Bologna abbracciando un paesaggismo verista dal rigore formale, per poi dedicarsi all’arte della decorazione. La sua prima produzione emiliana si concentra su scene di campagna, a volte arricchite da suggestioni esotiche come nel dipinto I vecchi mulini del Po, al quale viene assegnata la medaglia d’argento nel 1904. Parallelamente alla pittura paesaggistica si dedica anche alla decorazione e all’insegnamento accademico: dopo essere stato professore di “Ornato” a Modena, dal 1882 al 1893 insegna all’Accademia di Belle Arti di Bologna. La svolta decisiva giunge proprio nel 1893, con il suo trasferimento a Venezia per assumere la cattedra di “Decorazione” all’Istituto di Belle Arti di Venezia. L’impatto con la luce e l’acqua della laguna segna profondamente la sua produzione: da quel momento si fa conquistare dalle atmosfere simboliste, trasformando la città in un palcoscenico magico. Non solo attraverso la realizzazione della serie de La Basilica d’Oro, ma anche con altre opere dedicate alla vita nella Serenissima, come Musica tra le calli [fig.3]: un’opera in cui lo spettatore si sente trasportato dalle note suonate al pianoforte da un gruppo di donne su una piccola barca, attorno alla quale si radunano passanti e curiosi.

L’impegno di Sezanne per Venezia travalica presto i confini della pittura: oltre alla decorazione della Cappella Stucky nel Cimitero di San Michele, è un protagonista fondamentale per l’ideazione, la nascita e l’organizzazione della Biennale. Quando il 19 aprile 1893 l’amministrazione comunale di Venezia delibera di istituire un’Esposizione biennale artistica nazionale, Sezanne viene chiamato a far parte del Comitato Ordinatore nel 1895 e nel 1897, insieme ad altri artisti, tra cui Mario de Maria. Collabora attivamente con loro per definire la struttura della manifestazione e la decorazione del Padiglione Pro Arte, la prima sede ufficiale dell’esposizione. Questo impegno lo rende l’interprete grafico per eccellenza dell’evento; infatti, dal 1895, realizza i manifesti promozionali per otto edizioni, elevandoli a vere e proprie opere d’arte. Il suo gusto floreale applicato all’architettura diventa un segno Liberty distintivo, accolto con grande entusiasmo dal pubblico e dalla critica. Un esempio è il manifesto per la V Esposizione Internazionale d’Arte del 1903, in cui l’artista immagina di salire sulla terrazza della Torre dell’Orologio per abbracciare in un solo sguardo le meraviglie architettoniche di San Marco. In queste illustrazioni Sezanne include costantemente i grandi monumenti della città, dal Campanile di San Marco al Ponte di Rialto, fino a concludere il suo ultimo manifesto del 1920 con la Chiesa di Santa Maria della Salute. Da tale produzione emergono le straordinarie capacità grafiche dell’artista, già ideatore del logo dell’Università di Bologna, che trovano il proprio apice nel francobollo [fig.4] creato nel 1912 per la ricostruzione del Campanile di San Marco, considerato tra i più belli mai emessi in Italia.

Attraverso questa straordinaria produzione grafica e pittorica, l’artista riesce a fondere arte, vita e storia in una sintesi affascinante di forme e colori, lasciando un segno indelebile nel rapporto tra la cultura visiva di Venezia e la storia della Biennale. Proprio una grande mostra commemorativa alla Biennale celebrerà la sua morte, avvenuta nel maggio 1935, ponendo fine alla carriera di un artista che non dipinge solo Venezia, ma riesce a inventare una sua immagine moderna, fondendo la storia, il misticismo e il gusto decorativo che definiscono un’epoca. Augusto Sezanne è quindi una figura fondamentale: colui che, tra la laguna e la Biennale, ha saputo dare un volto nuovo alla Serenissima.
Bibliografia
Ombra Cara. Mario de Maria detto Marius Pictor (1852 – 1924), catalogo della mostra a Museo Ottocento Bologna, Bologna, 21 marzo – 9 settembre 2024, Museo Ottocento Bologna, 2024.
Sinigaglia Francesca, La pittura di Augusto Sezanne (1856-1935), in Strenna storica bolognese, anno LXXII, Ed. Patron, Bologna 2022.
«Sezanne Augusto», in Dizionario d’Arte Sartori, https://dizionariodartesartori.it/artisti/sezanne-augusto.
«Sezanne Augusto», in Storia e Memoria di Bologna, https://www.storiaememoriadibologna.it/archivio/persone/sezanne-augusto.
«Sezanne, Augusto», in Dizionario Biografico degli Italiani, Roma, Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, https://www.treccani.it/enciclopedia/augusto-sezanne_(Dizionario-Biografico)/.
Michela Viele, laureata in Lettere e Storia dell’Arte presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’University College London (UCL), frequenta il corso di Laurea Magistrale in Arti Visive all’Università di Bologna. Appassionata di storia dell’arte, curatela museale e cinema.