Un’analisi del murale attraverso il contributo dell’artista.

L’articolo è stato realizzato tramite l’intervista fatta ad Andrea Marco Corvino (classe 1993) e propone una lettura del murale da lui realizzato presso iMuseo Ottocento Bologna, contestualizzandone il valore artistico, culturale e simbolico. Andrea Marco Corvino, noto anche come LOL 63, vive la sua infanzia e adolescenza tra Bologna e il Sudafrica, studia Graphic Design all’Accademia di Belle Arti di Bologna.
Si definisce un artista interdisciplinare e realizza opere importanti come quella per il Centro Civico Borgatti a Bologna. Nel 2022 ha esposto alla GALLERIAPIU con la mostra L’ascella del Sole, ispirata ai miti dei Boscimani. Le sue più grandi influenze artistiche sono Fernand Léger (1881-1955), Pablo Picasso (1881-1973) e Diego Riviera (1886 – 1957) con i loro stile fortemente grafico, che si intreccia al mondo dei graffiti.
Corvino sviluppa un linguaggio pittorico che affonda le sue radici in epoche primordiali,con forme che ricordano il totemismo, fondato su una relazione costitutiva tra individuo e mondo che ci connette ad un inconscio collettivo.Il suo metodo di lavoro parte dalla ricerca e dallo studio, con bozzetti su carta, successivamente trasferiti al computer per essere ridisegnati e bilanciati dal punto di vista compositivo e cromatico, si conclude con la proposta finale e la presentazione al committente.

Andrea Marco Corvino, Non c’è valore senza ricerca, 34,8 mq Smalto opaco colori e base vernice al quarzo, 2023, Museo Ottocento Bologna

Nel 2023 realizza all’interno del Museo Ottocento a Bologna il murale intitolato Non c’è valore senza ricerca. Questo titolo mette in risalto l’importanza della ricerca scientifica per la valorizzazione dell’arte, senza la quale sarebbe impossibile produrre progetti di valore. Quest’opera è profondamente radicata nella città di Bologna, individuando negli edifici storici, negli affreschi ottocenteschi e nei motivi floreali tipici dell’architettura locale una fonte di ispirazione che si unisce perfettamente al materiale visivo già presente nella collezione. Il risultato è un murale che assorbe lo stile ottocentesco bolognese, rielaborato in una sintesi grafica contemporanea, capace di far dialogare gli elementi al suo interno con un equilibrio armonico e poetico.

Andrea Marco Corvino, Non c’è valore senza ricerca( bozzetto), matita su carta, 2023, collezione privata.

Sono presenti suggestioni letterarie e simboliste come il riferimento all’opera di Gabriele D’annunzio (1863-1938) Isaotta Guttadauro (1886), e in particolar modo alla frase poetica “Sale dubbio vapor su dagli stagni che in alto all’aria forme truci assume”. Molto rilevante è anche il riferimento a Mario de Maria (1852- 1924) pittore e architetto bolognese, anch’egli ispirato dalla poetica decadentista di D’annunzio, in particolare al celebre dipinto simbolista L’alunna.

Mario De Maria, L’alunna, 1886, olio su tela, 70×40 cm
Andrea Marco Corvino, Non c’è valore senza ricerca, (particolare )

A questo proposito è utile sottolineare l’importanza degli effetti luministici e le diverse tonalità di nero utilizzate da De Maria per creare i personaggi illuminati dal punto focale del quadro, ossia la luna a teschio, che diventerà l’emblema del Naturalismo spiritualistico e che ritroviamo nel murale.
La cultura bolognese viene raffigurata da Corvino con un emblema dello “spirito petroniano” (1) attraverso la scritta “Bologna che dorme”, riferimento al periodico umoristico e letterario pubblicato tra il 1898 e il 1899, e noto per le copertine a colori e i disegni di Augusto Majani (1867-1959), conosciuto come Nasìca. Questo giornale proponeva racconti, notizie bolognesi, poesie e bozzetti molto spesso ironizzando sui personaggi locali e la vita salottiera.

Augusto Majani, copertina della rivista Bologna che dorme, settembre 1899
Andrea Marco Corvino, Non c’è valore senza ricerca, (particolare )

In definitiva il murale del Museo Ottocento Bologna si presenta come un’opera stratificata, dove storia, memoria grafica e cultura coesistono. Un progetto che non si limita solamente a decorare lo spazio, ma lo interpreta, lo ascolta e lo reintegra attraverso un linguaggio capace di parlare del presente e del passato.

Note 

(1) Storia e memoria di Bologna, Bologna che dorme

Alma Calzada Paredes
Laureanda in triennale di Antropologia, religioni, civiltà orientali all’Università di Bologna. Sono una persona appassionata alla montagna e amo fare trekking non solo come attività sportiva ma come occasione per entrare in contatto con la natura. Allo stesso tempo mi affascinano le culture e le tradizioni autoctone, motivo per il quale ho scelto la mia attuale facoltà.

Bibliografia e sitografia
Ombra cara, Mario de Maria (1852-1924) detto Marius Pictor, catalogo della mostra a cura di Francesca Sinigaglia, 2023, Museo Ottocento Bologna. 

Storia e memoria di Bologna, https://storiaememoriadibologna.it/archivio/opere/bologna-che-dorme