Elisa Bucchi: la "Faentina" e Marcello Dudovich
Marcello Dudovich (1878-1965) è il più alto rappresentante della cartellonistica italiana del Novecento; le sue illustrazioni sorpassano il ruolo di pubblicità, assumendo il valore d’arte. Il primo periodo della sua produzione si ispira al Liberty, prendendo

come modelli artisti come Alfons Mucha e Leopoldo Metlicovitz, le cui opere, dalla forte carica simbolista, esaltavano le figure femminili. Dudovich raccoglie queste esperienze e mantiene a lungo un gusto Fin de Siècle, ma anche quando svolta verso il modernismo negli anni Trenta, ricorrono alcuni elementi che rendono subito riconoscibile la sua mano.
Protagonista assoluta è la donna, aristocratica o medio-borghese, rappresentata in interni ben curati o in momenti di vita sociale; si distingue sempre per la propria eleganza e bellezza e, attraverso i decenni, acquista una forza e una libertà segnati dal punto di vista artistico, da linee taglienti e pose audaci. La progressiva emancipazione femminile si rispecchia nelle modelle che assumono pose più disinvolte, senza mai scadere nell’indecenza.
Le grandi abilità tecniche di Dudovich si uniscono ad una sua particolare visione: ogni opera riesce a catturare un istante e a descrivere con pochi, essenziali, dettagli, la scena e la psicologia dei personaggi rappresentati. La capacità di riassumere intelligentemente l’obiettivo della pubblicità, quindi trasmettere rapidamente il senso del prodotto, e mantenere una qualità artistica, è ciò che distingue Dudovich dagli illustratori del suo tempo e lo eleva a punto di riferimento per un intero secolo.

Il suo processo creativo si basa su modelli dal vero o, in alternativa, fotografie di sé stesso e di modelle; gli scatti in movimento permettono di mantenere un effetto dinamico nell’opera finale. Proprio dalle fotografie che ci sono giunte emerge la modella per eccellenza di Dudovich e la reale protagonista di questa ricerca: la moglie Elisa Bucchi (1880-1945).
Per ragioni pratiche, ovvero l’assenza di informazioni, non è possibile ricostruire con certezza la vita e la carriera di Elisa Bucchi, ma ho tentato di riassumere ciò che ho trovato e, a partire da questo, formulare delle ipotesi.
Nata a Faenza (in provincia di Ravenna) il 22 settembre 1880, da Ercole Bucchi ed Emilia Silvagni, viene conosciuta da Dudovich tra il 1900 e il 1905, quando l’artista lavorava a Bologna per l’editore Chappuis. Della sua famiglia sappiamo che sicuramente aveva un fratello minore, Celio Bucchi (1886-1964), che prima si arruolò come artigliere da montagna nella Prima guerra mondiale e poi venne aiutato da Dudovich stesso ad avviare una breve, ma proficua, carriera cinematografica come attore muto.
Su Elisa Bucchi però scarseggiano le informazioni del periodo precedente l’incontro con Dudovich; in quel periodo la troviamo a Bologna, con un figlio a carico, a lavorare come corrispondente di moda presso varie riviste. Non si conosce l’identità del padre di questo bambino, e neanche, con precisione, i giornali per cui scriveva con lo pseudonimo di Elisa della Castellina o E.D. (probabilmente dovuto alla zona in cui era nata).
Si può ipotizzare che proprio tramite la sua professione ella incontrò Dudovich il quale, nello stesso periodo, illustrava per varie riviste di Bologna e non solo. Gli articoli, di cui riporto alcuni esempi, pubblicati su Ars et Labor, la rivista mensile sulle arti, rivelano una personalità arguta e raffinata, dalle ampie conoscenze non solo in campo artistico. Sicuramente doveva rappresentare al meglio l’ideale di donna forte ed elegante che traspare dai manifesti di Dudovich, e vorrei considerare la Bucchi come consolidatrice del legame tra moda e arte (iniziato simbolicamente con le illustrazioni che l’artista creava per gli articoli della moglie), che è di particolare importanza nella produzione dell’artista.
Il matrimonio venne ufficializzato a Milano il 12 dicembre del 1910 e la coppia ebbe nel 1911 una figlia, Adriana Germania, mentre Dudovich lavorava a Monaco di Baviera come inviato speciale per il Simplicissimus. Il primo figlio di lei, Ernesto, ricevette il cognome del nuovo marito ma di lui non si sa altro se non che, anni dopo, si arruolò nella Marina e morì come ufficiale in Australia.
Il rapporto tra la Bucchi e Dudovich non dovette essere tra i migliori: ufficialmente l’artista fu fedele alla moglie, ma durante il matrimonio rimasero spesso separati a causa del lavoro di lui. Già a Monaco si erano allontanati, pur rimanendo nella stessa casa, poi si sa che Dudovich si avvicinò a nuove modelle per le sue opere. I due si ricongiunsero durante la guerra, di nuovo a Milano, quando Dudovich assistette la Bucchi, colpita dal cancro, fino alla sua morte nel 1945.
La ricca collezione fotografica della famiglia rivela i volti dei suoi vari componenti, ed Elisa Bucchi emerge tra tutti, ormai riconoscibile per i tratti che popolarono così tanti manifesti del secolo scorso.
Di seguito includiamo alcuni degli articoli della rubrica “Le Eleganze della Moda”, che Elisa Bucchi pubblicò nel 1910 sulla rivista illustrata Ars et Labor, caratterizzate da illustrazioni in copertina create da Dudovich.
Ars et Labor n°3, Anno 65 Vol. I, 15 marzo 1910
Ars et Labor n°4, Anno 65 Vol. I, 15 aprile 1910
Ars et Labor n°5, Anno 65 Vol. I, 15 maggio 1910
Ars et Labor n°9, Anno 65 Vol. I, 15 settembre 1910
Elettra Di Legami
Laureanda alla facoltà di Beni Culturali presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. Appassionata d’arte e di musei.
Bibliografia
- Roberto Curci, Marcello Dudovich: oltre il manifesto, Milano, Edizioni Charta, 2002
- Articoli tratti da Ars et Labor, rivista mensile illustrata, n°3, 4, 5, 9, 1910, Milano, Ricordi (1906-1912)
Sitografia
- Archivio Marcello Dudovich – Famiglia
- Certificato di nascita di Elisa Bucchi (“Italia, Ravenna, Ravenna, Stato Civile (Tribunale), 1866-1943,” database with images, FamilySearch)
- Ravenna > Faenza > Nati 1878-1884 > image 734 of 2150; Tribunale di Ravenna (Ravenna Court, Ravenna).
- Certificato di matrimonio di Marcello Biagio Spasaro Dudovich ed Elisa Bucchi, 22 Dicembre 1910 (“Italia, Milano, Milano, Stato Civile (Tribunale), 1866-1929″, FamilySearch)
- Certificato di matrimonio di Ercole Bucchi ed Emilia Silvagni, 24 giugno 1869 (“Italia, Ravenna, Ravenna, Stato Civile (Tribunale), 1866-1943”, FamilySearch)
- Giuseppe Martelli, Celio Bucchi : da Serg. Magg. artigliere da montagna ad attore cinematografico, pubblicato il 1/04/2019 su alpini del territorio bolognese romagnolo, https://www.noialpini.it/bucchi-celio.html
- Emeroteca digitale italiana, Ars et Labor, rivista mensile illustrata
Ringraziamenti
Si ringrazia il supporto degli studiosi di Dudovich che hanno aiutato nella ricerca di informazioni. Si ringrazia l’Archivio Marcello Dudovich per aver permesso la pubblicazione delle fotografie di famiglia.
Nonostante le ricerche a Milano, Bologna, Faenza e Ravenna, non è stato possibile individuare con certezza la collocazione della sepoltura di Elisa Bucchi.